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Errori: come comportarsi con i bambini senza umiliarli

 

Come approcciare l’errore (che è fondamentale e onnipresente) senza umiliare i bambini?

Riportiamo qui alcuni consigli tratti dal libro di Maria Montessori La mente del bambino, Garzanti, 1999 (ed. originale 1948)

Che cosa significano le correzioni sul quaderno dei compiti? Significa segnare dieci o zero! Come può rappresentare una correzione lo zero? Allora l’insegnante dice: Fate sempre gli stessi errori; non ascoltate quando io parlo; sarete bocciati agli esami. Tutte le note nei quaderni, e le osservazioni delle maestre producono una riduzione dell’energia e dell’interesse. Dire: sei cattivo o sei stupido, è umiliante; è insulto e offesa, ma non correzione, perché il bambino, per correggersi deve migliorare, e come può migliorare se è già sotto la media, e oltre a ciò viene umiliato?

Così, meglio sarà avere verso l’errore un atteggiamento amichevole e considerarlo come un compagno che vive con noi ed ha un suo scopo, perché veramente ne ha uno. Da qualunque parte si guardi, troveremo sempre il Signor Errore! Se vogliamo andare verso la perfezione, conviene stare attenti agli sbagli perché la perfezione verrà solo correggendoli e bisogna guardarli alla luce del sole, bisogna ricordarsi che essi esistono come esiste la vita stessa“.

Noi raggiungiamo dunque un principio scientifico che è anche un principio di verità, il controllo dell’errore. Qualunque cosa sia fatta nella scuola da insegnanti, da bambini o da altri, ci sono sempre errori. Nella vita della scuola deve entrare il principio che non è importante la correzione, ma il controllo individuale dell’errore, che ci dice se abbiamo ragione o no“.

Ricordiamoci sempre che la valutazione non deve tradursi in un giudizio, ma in uno strumento capace di far emergere le potenzialità.

FONTI

M. Montessori, La mente del bambino, Garzanti, 1999 (ed. originale 1948)

Il ranocchio sordo

Ranocchio

 

C’era una volta una gara …..di ranocchi
L’obiettivo era arrivare in cima a una gran torre.
Si radunò molta gente per vedere e fare il tifo per loro.
Cominciò la gara.

In realtà, la gente probabilmente non credeva possibile che i ranocchi raggiungessero la cima, e tutto quello che si ascoltava erano frasi tipo:
“Che pena !!! Non ce la faranno mai!”

I ranocchi cominciarono a desistere, tranne uno che continuava a cercare di raggiungere la cima
La gente continuava : “… Che pena !!! Non ce la faranno mai!…”
E i ranocchi si stavano dando per vinti tranne il solito ranocchio testardo che continuava ad insistere.
Alla fine, tutti desistettero tranne quel ranocchio che, solo e con grande sforzo, raggiunse alla fine la cima.

Gli altri volevano sapere come avesse fatto.
Uno degli altri ranocchi si avvicinò per chiedergli come avesse fatto a concludere la prova.
Fu così che scoprirono…
che era sordo !

Morale: non siate negativi con i vostri bambini e non dite loro che non ce la faranno
ancor prima che ci abbiano provato perchè prima o poi vi crederanno...
Luci notturne: vanno bene?
 
 
 
Quali sono i colori che meglio conciliano il sonno del bambino?
Una luce notturna soffusa nella stanza può aiutare il bambino a sentirsi al sicuro durante la notte, consentendogli gradualmente di abituarsi al buio. Questo permetterà anche a voi di orientarvi nella camera di notte, evitando di inciampare sui giocattoli quando andate a controllare il bimbo.
 
Attenzione però alle luci blu...
 
Fra i primi a notare l’effetto negativo del blu sulla produzione di melatonina, in uno studio pubblicato su Journal of Neuroscience già nel 2001, è stato un gruppo di ricercatori statunitensi, che ha misurato i livelli dell’ormone nel sangue di 72 volontari, esposti fra le due e le tre di notte a luci di diverse lunghezze d’onda. Qualche anno più tardi, con un esperimento simile, Charles Czeisler, della Harvard Medical School di Boston (Usa), ha anche quantificato il fenomeno, verificando che sotto una luce blu pura la produzione di melatonina risultava dimezzata rispetto a quella che si registrava con una luce verde. A marzo di quest’anno, Czeisler ha poi pubblicato uno studio in cui si dimostra che a tarda sera anche un’illuminazione di media intensità, come quella di un normale soggiorno, inibisce la sintesi dell’ormone che induce il sonno, seppure in modo meno marcato rispetto alle luci più forti.
 
 
Ne è risultato che sotto una luce blu pura la produzione di melatonina risultava dimezzata rispetto a quella che si registrava con una luce verde. A marzo di quest’anno, Czeisler ha poi pubblicato uno studio in cui si dimostra che a tarda sera anche un’illuminazione di media intensità, come quella di un normale soggiorno, inibisce la sintesi dell’ormone che induce il sonno, seppure in modo meno marcato rispetto alle luci più forti.
 
Quali sono quindi i colori da scegliere per l'illuminazione delle camerette?
 
Per scongiurare notti infernali, alcune semplici regole permettono di limitare l’effetto negativo dell’illuminazione artificiale.
- Preferire le luci poco intense nelle ore serali; scegliere possibilmente lampadine con colori caldi che si spengono automaticamente dopo alcuni minuti;
- Utilizzare piccole luci soffuse se ci si alza di notte
- Non andare a dormire troppo tardi;
- Limitare la televisione
- Spegnere gli smartphone nel periodo che precede il riposo notturno.
 
Lo sviluppo del bambino attraverso il movimento
 
Bambini in movimento
 
 
 
Ormai tutti gli studiosi dello sviluppo infantile sono concordi nel considerare i primi 3 anni di vita come il perioro più importante in assoluto per la formazione dell'individuo.
In particolare Maria Montessori definì i primi 2 anni "un'epoca di fatica e di costruttività". E' il periodo sensitivo dell'ordine, in cui è fondamentale che tutto abbia un posto nell'ambiente, il periodo dell'attenzione ai minimi dettagli, e dell'osservazione paziente ed attenta.
E' il periodo del movimento, nel quale il bimbo si muove instancabilmente, vuole camminare, e camminando impara a coordinare il movimento degli arti superiori ed inferiori, il periodo in cuio desidera trasportare oggetti pesanti e lo fa infaticabilmente finchè non è stanco. E' l'età del "massimo sforzo".
E' importante non interrompere il bambino in questi suoi esercizi (dicendogli frasi del tipo "Sei troppo piccolo", "Ti fai male", o "E' troppo pesante per te") finchè non costituiscono un pericolo per la sua incolumità, pertchè altrimenti egli non riesce a portare a termine il suo ciclo di attività e questo provoca deviazioni, a lungo termine, quakli perdita della concentrazione, della determinazione e della perseveranza.
 
In particolare "all'età di 2 anni il bambino ha un estremo bisogno di camminare. Può camminare per due o tre km s se una parte della strada è in salita meglio!, la parte più difficile è sempre quella più interessante!
 
Il bambino non si propone di andare in qualche posto: ha solo voglia di camminare e per aiutarlo veramente l'adulto deve seguire il bambino e non pretendere che cammini svelto come lui...
 
Il bambino cammina con gli occhi non meno che con le gambe. Ciò che lo fa avanzare è la vista delle cose interessanti che sono attorno a lui.
Cammina finchè vede un agnello che pascola: allora è attirato dallo spettacolo e si ferma a guardarlo. Soddisfatto di questa esperienza continua a camminare, vede un fiore e si siede lì accanto per odorarlo.... in questo modo può percorrere dei chilometri pieni di brevi fermate e interessanti scoperte"
M. Montessori "Educazione per un mondo nuovo"
 
Al bambino non interessa guardare le vetrine o fare in fretta perchè i negozi chiudono, e si annoia ad essere trasportato in un passeggino. Per lui ogni viaggio se pur piccolo è una scoperta. Il bambino è un essere in movimento. "Lo sviluppo della sua mente avviene attraverso il movimento ed i sensi. "
 
M. Montessori - La mente assorbente.
In inverno far giocare i bambini all’aperto fa bene alla salute

Bambini malati inverno

 

Non esiste il tempo "cattivo" ma il cattivo abbigliamento diceva Maria Montessori...

In primavera e in estate è un tripudio di mamme ai giardinetti e di bambini sui campi da calcio, di basket o in bicicletta al parco. In inverno, le mamme tendono a "rinchiudere" i piccoli in casa anche dopo l'asilo o la scuola, con il timore che il freddo possa portarli ad ammalarsi con più frequenza.

Gli stessi pediatri invitano a portar fuori persino i bimbi più piccoli (neonati, per esempio) anche quando fa freddo, avendo l'accortezza di prendere le adeguate precauzioni in merito alla scelta dell'orario di uscita e della tipologia di abbigliamento.

I benefici dell'aria aperta

Diversi sono i benefici del portare fuori i bambini anche nella stagione più fredda:

1 - si dà pla ossibilità ai bambini di esplorare la natura anche d'inverno

2 - si divertono e hanno modo di combattere efficacemente la sedentarietà tipica della stagione invernale, evitando ore passate davanti alla televisione o tra le mura domestiche.

3 - se coperti in modo adeguato e portati fuori nelle ore centrali della giornata, sono meno esposti agli agenti infettivi di quanto non lo siano invece in luoghi non areati, come le comunità in cui i bimbi trascorrono comunque buona parte della loro giornata (asili, scuole ma anche la stessa famiglia, se vi sono persone malate).

4 - correre, saltare, andare in  bici...sono tutte attività fattibili anche in inverno e persino se nevica. Anzi, con la neve tende a diventare tutto magico e sarebbe un vero peccato privare i bambini del piacere di inzupparsi per la paura che si ammalino.

Ciò che conta, ovviamente, è saperli vestire in modo adeguato e con abbigliamento "tecnico", utilizzando per i più piccoli sacchi termici come Igloo, all'esterno antipioggia e allìinterno in velluto di bambù, un materiale termico che da calore lasciando respirare la pelle ed evitando che il bimbo sudi.

Anche la Sitip, Società Italiana di Infettivologia Pediatrica, sottolinea l'importanza del gioco all'aperto per i bambini anche in inverno.

Per la cultura nordeuropea, è assolutamente naturale far giocare e correre i piccoli nella neve o sotto la pioggia anche tutti i giorni. Proprio dal punto di vista della salute, il gioco all'aperto e il movimento hanno il potere di rinforzare il sistema immunitario dei bambini contro l'aggressione di virus e batteri.

Come coprire i bambini in inverno

L'abbigliamento, riveste un ruolo chiave e va scelto con cura e in riferimento all'età dei piccoli, oltre che al tipo diattività svolta fuori casa: ovviamente c'è differenza, tra un bimbo di pochi mesi che resta seduto o sdraiato nel passeggino e bambini più grandi che praticano sport o semplicemente si rincorrono al parco. In linea generale, nei primi anni di vita è necessario coprire un po' di più i piccoli proprio perché la capacità di termoregolazione è minore, megliio quindi scegliere materiali che aiutano la termoregolazione come la lana merino e il bambù evitando tessuti tecnici che bloccano la trqaspirazione.

Per tutti i bambini grandi e piccoli, risultano sempre indispensabili accessori come lo scalda collo, una sorta di sciarpa cucita in modo da formare un tubolare, più semplice per loro da indossare che gli consente una certa autonomia nel metterlo e toglierlo, cuffia e guanti. Questi capi di abbigliamento, spesso rifiutati dai bimbi, vanno invece utilizzati sempre al fine di evitare otiti fastidiose, bronchioliti o peggio, bronchiti.
A sottolinearlo sono proprio i pediatri della Sitip. Questi ultimi consigliano anche di porre particolare attenzione agli indumenti bagnati, con la neve o la pioggia, sostituendoli subito. Per questi motivi, è sempre bene optare per un abbigliamento tecnico e a cipolla, oltre che ricordarsi di portare con sé sempre un cambio per le parti più "a rischio" (guanti, calze e pantaloni, per esempio).

Come evitare contagi quando si stà al chiusio?

I pediatri (membri della Sitip) sottolineano l'importanza di arieggiare almeno due volte al giorno gli ambienti chiusi, di non esporre i bimbi al fumo passivo né ad adulti che non stanno bene, di concedersi momenti di vacanza in mezzo alla natura (magari al mare, al lago o in collina).

Il giusto equilibrio tra attenzione e libertà rappresenta la ricetta giusta per assicurare ai bambini una buona salute e divertimento sano in tutta sicurezza.

Perché non bisogna forzare i bambini a dare baci e abbracci
 
 
I bambini sono in grado di esprimere la loro affettività a prescindere da ciò che gli viene richiesto.
 
Capita che i bambini rifiutino di baciare amici o parenti dietro richiesta dei genitori poiché l'azione racchiude in sé un significato profondo e condividerla con sconosciuti può essere un'invadenza. Pertanto il loro tentativo di svincolarsi va rispettato!. Il bambino riesce a dare valore ai suoi gesti e a ciò che sente solo quando è libero da vincoli e obblighi.
 
Se invece questi comportamenti vengono forzati allora il significato cambia: non è più spontaneo ma bensì obbligato e in questo modo baci e abbracci vengono espressi per piacere e compiacere i genitori con un senso di fastidio e di imbarazzo.
 
E' importante lasciar scegliere al bambino se baciare e abbracciare un'altra persona per questi motivi:
 
1 - impara a distinguere richieste "strane" degli adulti e impara a difendersi da queste.
2- impara ad avere il controllo sul proprio corpo e capisce come gestire la propria affettività.
3 -decide liberamente a chi avvicinarsi.
4 -impara che gli adulti non possono toccarlo quando non vuole, ma soprattutto a dire di no!.
5 - Comprende quanto sia importante mantenere un distacco con gli estranei nel rispetto di sé e della propria integrità
6 - Sviluppa una maggiore sicurezza di sé e del proprio corpo
 
....Se vorrà abbracciare la nonna o la zia potrà farlo liberamente poiché lo sentirà in modo spontaneo e naturale!....
 
Come insegnare a lavarsi le mani da 0 a 3 anni

insegnare a lavarsi le mani

Oggi vogliamo soffermarci su una competenza alla quale non sempre si dà la giusta importanza: il lavaggio delle mani. 

In genere, si dedica maggiore attenzione alla conquista di altri traguardi (come l’autonomia in bagno o a tavola) forse perché ritenuti tappe evolutive più importanti o forse semplicemente perché per ripulire le mani dei bambini, spesso sporche, risulta più pratico ricorrere alle salviettine umidificate.

Ma dietro al gesto di “lavarsi le mani” c'è molto di più di una semplice norma igienica,...

C'è la ripetizione di una serie di gesti secondo una successione ben definita (cosa non proprio semplice per un bambino di 0-3 anni), che comporta lo sforzo di mettere in successione ogni singola azione e di rispettarne la sequenza precisa (mi tiro su le maniche, stringo la manopola del rubinetto, ruoto la mano per far uscire l’acqua, prendo la saponetta, la passo tra le mani etc.). L’esercizio quotidiano fa sì che questo comportamento diventi automatico e che ogni gesto venga eseguito con sempre maggiore cura. 

“Lavarsi le mani” è anche l’occasione per vivere un’intensa esperienza sensoriale, grazie alla piacevole manipolazione di acqua e sapone, e per assistere ad una vera e propria magia, qual è la trasformazione di questi due materiali in un elemento nuovo: la schiuma.

Infine, cosa molto importante, l’acquisizione di questa nuova competenza, come ogni traguardo raggiunto, è motivo di profonda gratificazione per il bambino ed è ancor più amplificata se vi è riconoscimento da parte del genitore.

Scarpe da bambino: l'avventura dell'acquisto

scarpe da bambino

Missione: Acquistare un paio di scarpe da bambino per la stagione invernale 

Andiamo in un negozio di una catena specializzata in articoli sportivi: cerchiamo scarpe da bambino, in pelle, con suola in gomma, non troppo rigida:

  1. cerco la corsia giusta                                      **livello stress 5%
  2. dopo che ho girato un quarto d'ora chiedo al commesso che mi dice "è là"
  3. Una volta capito dove si trova "là" ci vado        ** livello stress 10%
  4. faccio passare i modelli di scarpe, trovo quello che mi piace
  5. cerco il numero: non c'è 
  6. cerco un altro modello
  7. non c'è il numero
  8. ne cerco un altro...                                         **livello stress 50%
  9. cerco il numero: c'è!!!                                    ** livello stress 20%
  10. lo provo.... nessuno che controlli se il numero è giusto e se la bambina cammini bene... lo faccio io, ma nessuno mi aiuta, sono tutti impegnati.
  11. la scarpa calza ma stringe troppo la caviglia, le da fastidio: non va bene  
  12. cerco la commessa                                          ** livello stress 60%
  13. quando finalmente riesco a parlarle mi consiglia un altro modello
  14. proviamo e mi accorgo che sotto non c'è la gomma ma bensì la PLASTICA (??)
  15. chiedo qualche spiegazione in più ma non me la sa dare e mi dice: "sono tutte così vanno bene da palestra"
  16. non convinta e insoddisfatta riparto dal punto 4  **livello di stress 80%
  17. mia figlio si stufa.... ora è noioso                     
  18. comincia a girare per il negozio tocca tutto
  19. non vuole più provare niente                                ** livello stress 100%
  20. usciamo

Lo convinco ad andare in un negozio specializzato in articoli per bambini

  1. Entriamo la commessa ci accoglie e ci fa accomodare   **livello stress 0%
  2. ci mostra i modelli di scarpe nel numero giusto               **livello stress 0%
  3. scelgliamo quello che ci piace di più
  4. le proviamo....
  5. la commessa controlla il numero e la camminata
  6. mentre mi spiega e mi fa apprezzare le caratteristiche delle scarpe mio figlio gioca con i giochi a disposizione nel negozio                                  **livello stress 0%
  7. sono perfette
  8. siamo soddisfatti, paghiamo e usciamo
  9. Se le avessi volute di un altro colore sarebbe stato possibile ordinarle e riceverle entro pochi giorni.                                                                             **livello stress 0%
Scegliamo le migliori scarpine primi passi in 10 step
La scelta delle scarpine primi passi è sempre un po' complicata.. andranno bene? troppo pesanti? troppo lunghe? lo faranno sudare? di che materiale sono fatte?
Quando il mio bambino non farà più il sonnellino?
Quante ore deve dormire un bambino? è importante fare il sonnellino pomeridiano? scopriamo i consigli del Dr Jodi Mindell Esperto di sonno pediatrico